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IL DIARIO DI MALA

TARGET DI MERCATO
In diciotto anni di vita difficilmente mi è capitato di essere convinto di qualcosa. Quasi mai ho pensato che ci fosse un metodo matematico per dire che la teoria A è più vera della teoria B. Motivazioni:

Scettico:
Se tento di colpire con un tubero la mia professoressa di chimica da una distanza di cinquanta metri, c'è solo una possibilità su mille che ella possa morire. In effetti, il tubero dovrebbe ospitare al suo interno una colonia batterica mortale e, a primo approccio logico, mi pare poco probabile (anche se la speranza è l'ultima a morire). Pertanto altrettanto difficile sarà azzeccare una teoria non pratica, bensì ideale.

Idealista:
La teoria Z è il risultato della sintesi tra la teoria V e la teoria U. Le teorie V e U risultano da altre teorie..yawn! La pigrizia mi assale.
Il risultato finale di tutti i dati fenomenici e noumenici dell'universo è l'assoluto. Tutto è creato, distrutto e ri-creato da uno spirito assoluto che domina il mondo e, dunque, anche me stesso. Essendo tutto assoluto, non si può distinguere tra vero e falso nè tantomeno tra dolce e salato.

Pigro:
Scio non scire. So di non sapere (e abbiamo chiuso!).

Per farla breve, le ideologie non hanno mai funzionato con me. Anzi, le trovo molto noiose, se prive del carisma di Berlusconi o la sagacia di Diliberto.
Fatto sta che un bel giorno, mi trovavo a discutere con un membro del movimento "Comitati Leninisti Studenteschi". Il dibattito riguardava il capitalismo e la nostra reale libertà economica.

Leninista: tu! credi di essere libero?
Mala: si
Leninista: e invece no! sei soltanto un target di mercato!
Mala: e allora?
Leninista: e allora tu non sei libero di comprare ciò che ti piace, ma sei costretto a consumare ciò che le multinazionali decidono di venderti. E sai perchè vogliono venderti i loro prodotti?
Mala: no
Leninista: per farci un profitto!
Mala: che stronzi.

Ovviamente risposi affermando che il loro profitto sta nel mio profitto, ovvero se compro la verdura della ditta Verdurazzi vorrà dire che sarà la migliore nel rapporto qualità-prezzo. In fin dei conti, però, la teoria del target di mercato mi piacque e cominciai, coerente alla mia "ideologia", a utilizzarla in svariati modi.

Madre: ma che ci fai ancora qui? non ci vai a scuola?
Mala: in realtà non mi sento molto bene.
Madre: che hai?
Mala: mi sento un target di mercato.
Madre: ...
Mala: ...
Madre: se non vai a scuola non ti lavo più le mutande.

Tentai anche a scuola, ma anche lì non sembrò una buona scusa. I professori si rifiutavano di firmare la giustificazione di un'assenza dovuta a "plus-lavoro non salariato".
Il marxismo non funzionava e in quel momento di crisi mi sentivo un Lenin depresso costretto dal cinico storicismo a portare un po' di capitalismo (ma poco eh!) nell'economia sovietica.

Invaso dai dubbi, proprio mentre cominciavo a ricredermi sulla teoria marxista, squillò il telefono. Era il Leninista.

Mala: pronto?
Leninista: heil! cazzo! mi scusi ho sbagliato..
[tu-tu-tu-tu]

Ritenta.

Mala: pronto?
Leninista: ciao! sono Karlo del Comitato Leninista Studentesco. Ti volevo invitare alla prossima manifestazione di Lotta Comunista. Ci riuniamo a Piazzale Ostiense il 1° maggio. Vieni?
Mala: non posso, è troppo distante.
Leninista: ho controllato il prefisso, è a trenta secondi a piedi dal tuo quartiere.
Mala: ehm vado al concerto quel giorno.
Leninista: il concerto è di pomeriggio, la manifestazione è di mattina.
Mala: ...
Leninista: non mi freghi.
Mala: beh in verità..non me la sento di venire..
Leninista: come mai?
Mala: sono un target di mercato.
Leninista: ah capisco. Mi dispiace, se dovesse passarti passa a trovarci.
[tu-tu-tu-tu]

Funziona!
A PROPOSITO DI ERMETISMO
A proposito di ermetismo..

A nebulose idee,
 L'agilità dei salti.
  Alla realtà dei fatti,
   La goliardia dei fiori.


Eh.

Lettore: eh cosa?

Eh, facile a dirsi. Le nebulose idee prescindono da ogni volontà intellettuale. Cioè, è come dire "invece di respirare, usai le branchie". Chiarirle? Neanche per sogno. Sulla mia agilità, a parte ambiti sportivi o poco ortodossi, non posso darmi troppe arie. Ecco, sulla realtà dei fatti posso dire - senza pestare i piedi alla mia coerenza - che non sono particolarmente interessato a vedere il circostante con occhio scientifico, nè tantomeno pretendo di possedere la Verità Assoluta. Ma la goliardia dei fiori, rimane un sogno. Non un sogno qualsiasi, bensì uno di quei sogni che sei felice di immaginare ma non ti sogneresti mai di vivere realmente. Un mio amico ha un sogno del genere..

Emi: sai, mi piacerebbe vivere prima di Cristo.
Mala: eh non sarebbe male.

[Mala prende il telecomando e accende la TV]

Emi: eh cazzo, sarebbe fantastico! A contatto con la natura..
Mala: i boschi, i fiumi, la vita selvatica..

[Emi spegne la TV e accende lo stereo con I-Pod connesso]

Emi: le fronde, gli animali, l'aria fresca..
Mala: l'acqua ghiacciata delle sorgenti, i cerbiatti..
Emi: i toast..
Mala: i toast?
Emi: scusa, m'è venuta fame di toast.

[Emi accende il tostapane]

Mala: prima di Cristo i toast dovevano essere più buoni.
Emi: si, credo anch'io.
L'ALIENAZIONE INFORMATICA DI MIO PADRE
Mio padre vive ad Amsterdam, nella terra dei canguri. Si, proprio come l'Australia. In Olanda, però, sono gli esseri umani a saltare, per ragioni che non necessitano di spiegazione. Comunque, mio padre non ha ancora l'abitudine di saltare (se non per colpire un pallone di testa) e, quindi, ci sentiamo spesso. Per comunicare usiamo Skype, un programma semplice, carino e privo delle grandi rotture di balle che qualsiasi programma, di solito, provoca. L'ultima volta, però, ho virtualmente assistito ad un caso di "alienazione informatica": problemi tecnici che condizionano, o nei casi peggiori impediscono, l'uso corretto del cervello e le sue facoltà (peraltro già carenti nell'ambito informatico, nel caso di mio padre). Insomma, lui mi sente ma io non sento lui. Cerchiamo di risolvere il problema in chat.

PdM: ho comprato un nuovo microfono!
Mala: vedo. Non è che hai lasciato il computer configurato su quello vecchio?
PdM: ok andiamo per ordine, va bene??
Mala: ok. Accendi il computer.
PdM: si, infatti.

[La chat si interrompe, compare il messaggio "Utente non in linea"]

Poco dopo, la chat torna attiva.

Mala: pà..
PdM: l'avevo capita.

[Musica in sottofondo]

Mala: ma stai sentendo musica?
PdM: si, perchè?
Mala: riesco a sentirla!
PdM: pazzesco, allora funziona!
Mala: altro che peer to peer.
PdM: altro che?
Mala: ehm niente niente.

Finita la canzone, torniamo al nostro obiettivo.

Mala: devi aver selezionato il volume in linea al posto del microfono. Sicuro.
PdM: è un virus?
Mala: no. Vai sul controllo audio di Windows.
PdM: dov'è?
Mala: sul desktop, in basso a destra. E' un piccolo altoparlante.
PdM: non c'è. Però c'è un altro "coso" che ha a che fare con l'audio.
Mala: aprilo!
PdM: ok, dovrei aver trovato la soluzione. Aspetta un attimo.

Mentre si consuma l'attimo, penso che dovrebbe esistere una Banca Mondiale dell'Attimo. In questo modo, non ci sarebbe il problema di dover interpretare ogni volta il valore dell'attimo che si sta consumando. Basterebbe mettere una crocetta sulla taglia desiderata. Dopodichè, non ho altro a cui pensare.

Mala: tutto bene là?
PdM: si un attimo soltanto.

Eh vabbè, chissà cosa starà combinando. Del resto, questo genere di comunicazione può renderti curioso,se ti chiedi cosa stia facendo la persona che non puoi guardare negli occhi. Può essere comodo, se ti trovi a comunicare con "Miss Bruttezza 2007". Può essere nocivo, se invece chiaccheri con una che te la dà volentieri, ma non accetta spogliarelli in webcam. Stavolta è mio padre a interrompere il mio ragionamento.

PdM: ehi, ci sei ancora?
Mala: si. Risolto qualcosa?
PdM: credo di sì.
Mala: bene.
PdM: mi dice che devo riavviare il computer.
Mala: ...

[La chat si interrompe di nuovo, compare il messaggio "Utente non in linea"]

Poco dopo, il miracolo.

PdM: oh, mi senti?
Mala: gesù!
PdM: ah! Funziona!

Essere umano batte Computer per uno a zero.
UN MOMENTO DIFFICILE
Devo ammettere che ultimamente il rapporto tra me e Mala sta attraversando un brutto periodo. Fino a poco tempo fa, Mala era l'alterego, la parte complementare e necessaria di Marco. Ora sembra che entrambi si siano convinti di essere indipendenti. Ma, in realtà, non posso parlare di una sola dipendenza. Ce ne sono parecchie.
Ad esempio, Mala per esprimersi ha bisogno di dita agili, tastiera, mouse, internet, et cetera et cetera. Marco ha bisogno di un pirla qualsiasi che lo stia a sentire. A primo impatto, la vita creativa del primo sembrerebbe più complicata, ma andate a trovarmi un qualsiasi soggetto che sappia:

1. Ascoltare, senza interrompere, senza farmi perdere il filo.
2. Fare domande interessate ed interessanti.
3. Darmi ragione a tutti i costi, senza farmi capire che in realtà vuole soltanto arrivare alla conclusione del discorso.

Allora, avendo individuato queste tre prerogative, possiamo cercare il personaggio-tipo, colui che sopravviverà alla mia espressione artistica, alla mia virtù, al mio corso del mondo e, infine, alla mia presunzione.

La madre ("MdM" sta per "Madre di Mala"):

Mala: ma, vuoi leggere una mia poesia?
MdM: oh mi piacerebbe tanto. Dai leggimela!
Mala: ok, allora comincia così..

[Driiin! Suona il telefono cellulare]

MdM: mannaggia! Aspetta un attimo Marco, aspetta eh! Pronto? Ehi Franca! Si, oggi sono in ferie..Quando? Dopodomani? Ma con chi?

[Passano gli attimi]

Mala: ma?
MdM: aspetta Franca, c'è mio figlio che mi vuole chiedere qualcosa.
Mala: ehm ti stavo leggendo la poesia..
MdM: ah si aspetta Marco. Finisco la telefonata e arrivo. Non ti muovere eh!

[Continuano a passare gli attimi]

MdM: ..e insomma mi dicevi di Carlo. Si è sposato? Ma non ci credo! Con la figlia del Pertini?
Mala: ok basta! Ascoltami per due secondi!
MdM: ...
Mala: mi illumino d'immenso.
MdM: finita?
Mala: eh già. Si chiama "Ermetismo".
MdM: bella!

A questo punto prendiamo in esame l'esempio materno, dando un voto (da 1 a 10) alle competenze dimostrate:

1. Ascoltare -> responso negativo - 4
2. Domandare -> responso negativo - 4
3. Concludere -> responso positivo - 10

10 + 4 + 4 = 18
18 / 3 = 6

Sufficienza piena!
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