Nuovo menù menù


Cerca
in questo sito

sitelevel.com





Copyright ® IMPERO
E' vietata la riproduzione,
anche parziale, delle
pagine contenute in questo sito.
Sito realizzato con Blocco Note
Sito creato l'1 luglio 2000
Privacy Policy






CORSO SPERIMENTALE DI ECONOMIA IMPERIALE
di
Luca Krucatas

Lezione 1: Il Risultato al Problema - prima parte

L’ideazione di un sistema capace di trasmettere informazioni in tempo reale, cioè immediatamente dopo che l’informazione stessa viene richiesta, corrisponde ad un’esigenza fondamentale dell’essere umano, il quale proprio attraverso l’informazione è potenzialmente in grado di risolvere tutti i problemi materiali.

Partiamo dall’assunto che la cultura o la conoscenza C è direttamente proporzionale al prodotto del quoziente intellettuale Q per l’energia espressa E per il tempo dedicato a realizzare il risultato T ed inversamente proporzionale al grado di difficoltà per acquisire l’informazione G(I), per cui:

C= [Q•E•T]/G(I)

Tenuto conto che è proprio attraverso l’informazione che l’essere umano è potenzialmente in grado di risolvere tutti i problemi materiali, potremo dire che il grado di incidenza dell’essere umano sulle situazioni oggettive è dato dalla seguente formula matematica:
R(P)= [C•T•U]/O
dove:
R(P)= Risultato al problema P
U= Utilità
O= Ostacoli (di varia natura)

ovvero:
R(P)= [Q•E•T²•U]/[G(I)•O]

Traducendo in parole: il risultato R relativo al problema P è direttamente proporzionale al prodotto del quoziente intellettuale Q per l’energia espressa E per il tempo T dedicato ad acquisire l’informazione, per il tempo dedicato ad utilizzare la conoscenza al fine della realizzazione del risultato, per l’utilità della collettività ed è inversamente proporzionale al grado di difficoltà per acquisire l’informazione G(I) ed agli ostacoli oggettivi, tecnici e strategici.
Semplificando: il risultato R(P) è uguale al prodotto del quoziente d’intelligenza Q per l’energia espressa E per il quadrato del tempo dedicato per l’utilità collettiva a trovare quel tipo di soluzione al problema, diviso il grado di difficoltà di acquisizione dell’informazione G(I) per gli ostacoli che lo stato attuale delle cose potrebbero esprimere.

Ciò significa che, posto un problema materiale da risolvere, il risultato, cioè la realizzazione, sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo, di una soluzione al problema stesso, sarà direttamente proporzionale a:
- capacità intellettuale del soggetto che affronta il problema;
- intensità dell’energia espressa dal soggetto nell’unità di tempo;
- tempo dedicato ad acquisire la conoscenza;
- tempo dedicato a realizzare la soluzione;
- utilità sociale a trovare quel tipo di soluzione a quel problema

ed inversamente proporzionale a:
- grado di difficoltà per accedere alla fonte d’informazione;
- ostacoli espressi dalla collettività (reazioni o resistenze al cambiamento).

E’ evidente che quanto più rapido sarà il tempo di acquisizione della conoscenza, minori saranno le difficoltà per accedere alla fonte dell’informazione, tanto più rapida sarà la realizzazione del risultato.
Oggigiorno la diffusione di internet può favorire l’acquisizione della conoscenza ricercata con tempi ridottissimi: si è, nella stragrande maggioranza dei casi, realizzato l’obiettivo di accelerare il tempo di acquisizione attraverso un travaso d’informazioni da chi le possiede a chi ne ha bisogno, nel momento stesso in cui se ne ha bisogno.
Attraverso internet diventa reale il principio di autodeterminazione degli individui, che vengono messi in condizione di fare le scelte e di decidere da soli, condizionati soltanto dall’etica individuale e dallo stato di diritto concordato tra gli stessi individui per la comune convivenza.
Con la “rivoluzione internet”, l’ottimo sistema di ricerca delle informazioni funzionali a rispondere ai quesiti che gli esseri umani si pongono per risolvere i problemi materiali, gli unici limiti potranno essere rappresentati dal sapersi porre e dal saper riconoscere quei problemi.
L’essere umano, quindi, dovrà pensare a come fare per identificare i problemi e lavorare per realizzare le soluzioni suggerite dalla conoscenza.

Lezione 2: Il Risultato al Problema - seconda parte

Ipotizziamo ora di voler trovare una soluzione alla definizione, ovvero all’istituzione di una moneta, una nuova moneta.

Naturalmente tutto ciò ha bisogno di una strategia.
La definizione della strategia passa attraverso: l’ideazione dei mezzi (o strumenti) necessari; la divulgazione dell’idea; l’illustrazione della realizzabilità e degli effetti; l’ottenimento del consenso; la verifica dell’interesse; l’identificazione dei mezzi necessari.
Sarà, infine, necessaria una “definizione tattica”, in relazione alla quale la prassi operativa sia: incondizionata, trasparente, sostenibile.
Ma cerchiamo di andare di pari passo, chiarendo i concetti sopra menzionati.
IDEAZIONE
Si vuole istituire una nuova moneta all’interno della realtà micronazionale, utilizzando il know-how esistente.
Tale istituzione dovrà necessariamente contemplare un ente di emissione e gestione della moneta e di controllo del sistema monetario nella stessa realtà micronazionale.
DIVULGAZIONE DELL’IDEA
Sarebbe necessaria una divulgazione di carattere molto vasto (addirittura intermicronazionale), tuttavia dovrebbe essere possibile pianificare un programma di divulgazione interno per fasi, la prima delle quali potrebbe essere costituita dai seguenti interlocutori: i giornali, la radio, le persone potenzialmente interessabili, gli enti.
ILLUSTRAZIONE DELLA REALIZZABILITA’ E DEGLI EFFETTI
E’ stato impostato un programma teso a verificare il grado di realizzabilità e degli effetti prodotti, per il quale sarà richiesta la partecipazione dei maggiori esponenti del mondo micronazionale e di esperti in scienze economiche. Abbiamo certamente a disposizione un enorme bagaglio culturale, purtroppo disgregato in una miriade di fonti ed archivi ma ci sono uomini in possesso delle cognizioni culturali necessarie a raggiungere il risultato al problema R(P), a dispetto dei condizionamenti (resistenze al cambiamento) messi in atto da chi non ha interesse a modificare lo status quo.
OTTENIMENTO DEL CONSENSO
Rispetto al problema in esame, nella fase di avvio, è sufficiente ottenere un consenso basso in quanto gli effetti saranno tali da coinvolgere l’intera comunità micronazionale. Ma gli stessi effetti devono essere condizionati alla realizzazione del progetto iniziale che potrà aversi solo nella misura che si verifichi anche un parziale consenso, altrimenti tutte ciò che ne deriverebbe dovrà essere considerato inefficace e, di conseguenza, annullati gli effetti.
Ma con molta serenità va dichiarato a quanti potessero reagire in modo da cercare di impedire la realizzazione del progetto (ovvero del raggiungimento del “risultato al problema”) che lo stesso potrà essere sospeso solo da un generalizzato dissenso, non da qualcuno che rischia di perdere dei vantaggi.
E’ auspicabile che anche chi è contrario, si convinca dell’opportunità che è posta innanzi, nell’interesse e per il bene comune.
VERIFICA DELL’INTERESSE
Vi sono casi in cui l’interesse rappresentato da un’iniziativa è fondato su elementi sostanziali, dimostrabili; ve ne sono altri in cui l’interesse è dimostrato tramite l’assunto secondo il quale non è possibile dimostrare il contrario: idee, fantasie e religioni rappresentano questo tipo di assunto.
Questo progetto si rimette alla prima delle ipotesi suddette, nel senso che è certamente possibile dimostrarne l’interesse, oppure potrebbe anche essere possibile dimostrare il contrario.
Saranno i concittadini, a questo punto, che potranno manifestare il proprio consenso, oppure il proprio dissenso.
Si sottolinea peraltro la presumibile difficoltà nel rispondere negativamente a due domande: perché e per chi.
La causa del progettato sistema risponde alla domanda sul perché, gli effetti rispondono alla domanda sul per chi.
MEZZI NECESSARI
Per realizzare il progetto sono necessari mezzi culturali, finanziari, imprenditoriali, commerciali e funzionali.
Le risorse culturali ci hanno fin qui consentito di ideare e progettare.
Sono stati avviati alcuni contatti per ottenere l’assenso delle fonti di conoscenza necessarie a far funzionare il progetto.
E’ stato impostato un piano finanziario teso a dotare il promotore dei capitali necessari per lo start-up, sotto forma di mezzi propri.
Verranno interessate le autorità della Micronazione Sovrana Impero nonché altri referenti del mondo micronazionale.
Dovrà essere incentivato l’interesse all’interno e promossi i rapporti all’esterno: tutto ciò al fine di divulgare la partecipazione.
Dovrà essere posta allo studio di esperti la verifica sul funzionamento del software necessario ed indispensabile alla funzionalità del progetto.
INDIPENDENZA
Si è detto, e si sottolinea, che è indispensabile realizzare il progetto senza alcun tipo di condizionamento.
Se non vi sarà il dissenso, il progetto sarà realizzato.
Dissenso che, peraltro, si potrebbe in qualche misura tentare di provocare, avvalendosi del potere di leadership degli esponenti più influenti (ma contrari) del mondo micronazionale, a loro volta sottoposti ad altre forme di condizionamenti (e speriamo, per coerenza, non ad altre forme di potere).
Ma si ritiene piuttosto improbabile che un’iniziativa di lapalissiana utilità e, quindi, di comune interesse, possa orientare i “concittadini micronazionali” in direzione opposta al loro benessere.
Questo, almeno, crede chi ha ideato e proposto il progetto, pronto peraltro a riconoscere, sul piano della verifica concreta, di potersi essere sbagliato.

TRASPARENZA
La trasparenza del progetto si evince dall’esame di tutte le fasi delle quali si è parlato circa l’informazione, dalla percezione allo scopo, dagli effetti che si vogliono produrre ai risultati che si ritiene probabile ottenere.
In ogni caso, ci sarà una libera circolazione di idee ed un incontrastato processo dialettico, auspicati dall’ideatore, affinché vengano costantemente verificati i rapporti tra l’enunciazione teorica e la realizzazione pratica.
SOSTENIBILITA’
La divulgazione del progetto consente di sostenere un costo non superiore a quello annuale per un’utilitaria.
E’ evidente, peraltro, che il costo medesimo potrebbe azzerarsi a seguito dell’incremento della diffusione stessa, al cui avviamento è prevista una partecipazione/adesione di soli 5/10 utenti.
I POTENZIALI UTENTI
Chiunque interessato e che abbia la possibilità di collegarsi ad internet.
L’ORGANIZZAZIONE
Potrà o non potrà esserci un’organizzazione “commerciale”. Qualora ci fosse, essa sarà “l’organizzazione basata sul passaparola”, costituita cioè dagli stessi utilizzatori/beneficiari ai quali conferire l’incarico di contattare e presentare l’opportunità ad altri potenziali utenti.

Lezione 3: Il Risultato al Problema - terza ed ultima parte

Confrontiamo ora, dal punto di vista matematica-probabilistico, due problematiche: l’Aids e l’istituzione di una moneta micronazionale.

Riprendiamo la formula finale R(P)= [Q•E•T²•U]/[G(I)•O] con l’intenzione di analizzare la problematica (in percentuale) di sconfiggere malattie importanti (quali l’Aids).
Passiamo ad attribuire i seguenti valori in percentuale:
Q = 10% (valore medio di sfruttamento delle capacità intellettive umane);
E = 80% (valore medio di energia potenzialmente esprimibile);
T = 66% (valore medio impiegabile);
G(I)= 20%;
U = 100%;
O = 30% (valore ipotizzabile, analizzando solo quelli di natura economica).
Quindi, R(P)= [0,10•0,80• 0,44•1]/[0,20•0,30] = 58,60%

In definitiva, qualora fosse applicabile e riscontrabile oggettivamente questa formula, i nostri ricercatori in campo medico avrebbero il 58,60% di probabilità di trovare una soluzione definitiva alla malattia del secolo, appunto l’Aids.

Verificheremo ora, la seconda problematica: l’istituzione di una moneta micronazionale, valevole esclusivamente in tal ambito.
I valori che a mio avviso rimarrebbero costanti sono:
Q = 10% (valore medio di sfruttamento delle capacità intellettive umane);
E = 80% (valore medio di energia potenzialmente esprimibile);
U = 100% (considerando il solo mondo micronazionale).

I restanti, sempre ad avviso del proponente, cambierebbero. Potremmo ipotizzare dei valori molto prossimi ai seguenti:
T = 0,167% (valore medio, derivante da un impiego di tempo/giornata pari a 2h);
G(I)= 0,01%; (valore prossimo allo zero, poiché si è già in possesso delle informazioni necessarie);
O = 50% (valore medio, analizzando molteplici e di diversa natura).
Pertanto, sostituendo i valori nella nostra formula, avremo che

R(P)= [Q•E•T²•U]/[G(I)•O] = [0,10•0,80•0,03•1]/[0,01•0,50] = 48,00%

Abbiamo ottenuto una probabilità di risoluzione pari al 48%.

Lezione 4: Dal lavoro alla concentrazione della moneta

«Il lavoro è la misura fondamentale del valore dei beni e dei servizi».
Analizziamo la frase poc’anzi menzionata perché è da qui che partirà la seconda lezione.
E’ utile soffermarci, perché solo con un analisi approfondita potrò avvalorare quanto seguirà, sulle seguenti parole: lavoro e valore.
Cos’è il lavoro o, se preferite, cosa dovrebbe intendersi con la parola “lavoro”.
Ritengo, l’insieme di tutte le attività umane necessarie per trasformare risorse naturali in beni o servizi, utilizzabili per soddisfare bisogni e desideri individuali e collettivi, e per metterli a disposizione degli utilizzatori. È uno dei tre fattori principali della produzione, insieme a risorse naturali e capitale.
Mentre il valore, può essere inteso come il prezzo o il costo di una cosa. Ad esempio, il valore di scambio è la quantità di beni o servizi che si dà in cambio di un altro bene o servizio.
L’unità di misura del valore è la moneta che è anche mezzo di pagamento e riserva di valore1.
Rispetto alla forma, la moneta può essere un pezzo di metallo oppure un biglietto; rispetto al valore, può essere moneta merce2, moneta a corso legale3 e moneta fiduciaria4.
Le banconote in circolazione (quelle che conosciamo) sono monete fiduciarie a corso legale senza alcun valore reale.
Questa moneta senza valore è scambiata con beni reali e crediti ed è prestata dietro interesse.
Per questo si parla di moneta di debito5 e stati, imprese e privati sono indebitati per prestiti in monete a corso legale prive di valore sui quali, tuttavia, pagano un interesse.
Chi ha debiti deve impiegare le proprie energie per rimborsarli con gli interessi e, soprattutto, dipende psicologicamente dai creditori6.
Utilizzare denaro senza valore per acquistare beni che hanno un valore reale e prestare quel denaro dietro interesse provoca un ingiusto trasferimento di ricchezza dai soggetti che producono beni e servizi ai soggetti che emettono e controllano quel denaro.
Il valore della massa monetaria mondiale circolante7 supera ormai un milione di miliardi di dollari, vale a dire oltre trenta volte la ricchezza annuale prodotta sul pianeta e più del valore complessivo di tutti i beni esistenti sulla Terra.
Meno del 5% di questa massa circolante è utilizzata nello scambio di merci; per il resto è impiegata nel settore finanziario, i cui guadagni derivano da un continuo trasferimento di ricchezza dagli stati e dai privati che di conseguenza aumentano i loro debiti.
Le scelte degli stati e delle imprese, la capacità di soddisfare i bisogni reali dei lavoratori e dei consumatori e la stessa libertà dei debitori dipendono da pochi soggetti ai quali è riconosciuto il potere di acquistare beni e di concedere prestiti con moneta che non ha alcun valore reale.
Con quella moneta si controlla la politica (nessun governante può permettersi di non tenere conto dei creditori che hanno concesso prestiti allo stato), l’economia (le scelte imprenditoriali sono condizionate da chi presta capitali alle imprese), la finanza, la cultura e l’informazione (esse dipendono da enti pubblici ed imprese che a loro volta dipendono dal credito), si finanziano le guerre8, si governa il mondo e si decide il destino di tutti.
Qual è l’origine e la causa del potere di quella moneta senza valore? Com’è possibile che un mezzo di pagamento che in sé non vale nulla possa essere scambiato con beni e servizi prodotti con lavoro vero e reale?
L’origine risale al momento in cui uno stato ha concesso ad un privato il privilegio di emettere moneta, garantita da titoli di credito emessi dallo stato a fronte di un prestito. Nacquero così la prima banca centrale o istituto di emissione e la moneta a corso legale.
Da quel momento, la pratica già diffusa di emettere moneta allo scoperto è stata legittimata ed in ogni stato è sorta una banca di emissione che ha agito nello stesso modo.
La causa è la fiducia9 verso la banca centrale di quanti hanno accettato in pagamento quella moneta emessa allo scoperto, nella convinzione che la stessa banca avrebbe adempiuto i suoi impegni.
La banca centrale ha approfittato della generale ignoranza10 circa il reale funzionamento della moneta e si è servita della fiducia delle persone per affermare ed esercitare il suo potere.
La moneta emessa dalla banca centrale è poi depositata nelle altre banche, che a loro volta concedono prestiti, che si trasformano in altri depositi e prestiti, dando origine al processo di moltiplicazione monetaria che ha portato all’attuale massa monetaria circolante11.
Poiché la sua gestione richiede una certa specializzazione12, la moneta si concentra in poche mani e, poiché con la moneta si possono acquistare beni e servizi, dalla concentrazione della moneta si passa alla concentrazione ed ingiusta distribuzione della ricchezza.
La progressiva concentrazione della ricchezza (l’uno per cento della popolazione mondiale detiene oltre la metà della ricchezza mondiale) impedisce alla maggioranza degli esseri umani di disporre di risorse materiali sufficienti a lavorare e produrre per soddisfare i bisogni essenziali di ognuno, con il progressivo impoverimento e, a parte ogni retorica, sempre minore libertà. Come si può modificare questa situazione che provoca effetti negativi sulla vita di gran parte degli esseri umani? In altre parole, come si può ridistribuire la ricchezza?
Posto che la causa (o, nella migliore ipotesi, la causa maggiore) della concentrazione della ricchezza è la concentrazione della moneta, per ridistribuire la ricchezza bisogna ridistribuire la moneta. Ma è mai possibile ciò?

Note esplicative

1 La riserva di valore è l’accantonamento di qualcosa per servirsene a tempo opportuno.
2 La moneta merce aveva il valore del materiale di cui era fatta: oro, argento, rame. Nell’antichità si usavano come moneta diversi oggetti fatti con questi metalli, o di ferro o di bronzo, mentre tra i primitivi si utilizzavano come mezzi di scambio oggetti quali conchiglie, perline, zanne di elefante, pellicce, pelli e bestiame.
3 La moneta a corso legale è priva di qualsiasi valore intrinseco ed il suo valore è stabilito per legge.
4 La moneta fiduciaria rappresenta un debito dell’emittente e non è convertibile in alcun’altra moneta.
5 La moneta di debito è quella che viene emessa per essere accreditata a titolo di prestito. Chi concede il prestito iscrive un credito nei confronti di chi lo riceve, il quale avrà un debito nei confronti di chi lo concede.
6 I creditori degli stati, delle imprese e dei privati sono le banche: per questo si dice che le banche hanno l’egemonia sulla politica (stati) e sul sistema economico (imprese e privati).
7 La massa monetaria circolante (M3) è costituita da monete, banconote, depositi a vista, depositi a risparmio, depositi a termine ed equivalenti monetari (titoli, certificati, etc.).
8 Le guerre sono fra le cause fondamentali dell’indebitamento degli stati. Nel 1684, la Banca d’Inghilterra è nata proprio per finanziare la guerra dell’Inghilterra contro la Francia. E ancora. Il 27 luglio 1694, il banchiere William Paterson ha concesso un prestito di 1.200.000 sterline all’interesse dell’8% alla monarchia inglese, che gli ha rilasciato titoli di credito, utilizzati da Paterson per costituire il capitale iniziale della Banca d’Inghilterra, alla quale la stessa monarchia inglese ha concesso la facoltà di emettere altra moneta per l’intero importo del capitale. In tal modo, con l’oro che i legittimi proprietari gli avevano affidato in custodia (dietro rilascio di certificati di deposito), Paterson ha garantito l’emissione della moneta concessa in prestito alla monarchia inglese e con i titoli di credito rilasciati dalla monarchia inglese ha emesso altrettanta moneta. Così, Paterson ha triplicato il valore di quell’oro: ha rilasciando certificati di deposito ai proprietari, poi ha emesso la moneta data in prestito alla monarchia inglese ed altrettanta moneta con la quale acquistare beni e concedere altri prestiti.
9 Senza la fiducia dei cittadini qualsiasi moneta a corso legale, anzi qualsiasi moneta non può essere scambiata con altri beni e quindi resterebbe priva di valore.
10 Per esempio, non tutti sanno che le banche centrali, pur essendo definiti come banche di stato sono in realtà imprese private il cui capitale appartiene per la maggioranza ad altre banche.
11 È il cosiddetto moltiplicatore monetario del sistema bancario: ogni banca trasforma i depositi in prestiti che a loro volta si trasformano in altri depositi e questi in altri prestiti, con il risultato che la massa monetaria in circolazione ha un valore enormemente superiore al valore nominale della moneta emessa dalla banca centrale.
12 Basta vedere la mole di documenti, regole, dati prodotti ogni giorno dalle banche centrali.


CORSI DELL'UNIVERSITÀ IMPERIALE


menù


NEWS