Nuovo menù menù


Cerca
in questo sito

sitelevel.com





Copyright ® IMPERO
E' vietata la riproduzione,
anche parziale, delle
pagine contenute in questo sito.
Sito realizzato con Blocco Note
Sito creato l'1 luglio 2000
Privacy Policy






I DISASTRI DELLA DC IN ITALIA
di
Francesco Krucatas

Lezione speciale: I disastri della DC in Italia

La Democrazia Cristiana, erede del disciolto Partito Popolare Italiano fondato da mons. sen. Luigi Sturzo, opera in Italia a partire dal governo presieduto da Ferruccio Parri, quindi dal 1945 circa.
Sostenuta principalmente dalla Santa Madre Chiesa (ed in primo luogo da Pio XII), la DC resta ININTERROTTAMENTE al potere in Italia fino all'avvento del governo Berlusconi 1 del 1994. Ben 49 anni di governo.
Essendo partito di centro, la DC s'allea con chi le fa comodo: a volte con il PRI, a volte col PLI, a volte con il PSDI, a volte forma governi composti da soli DC, ed a volte si regge col voto del Movimento Sociale Italiano (erede del Fascismo) e del Partito Nazionale Monarchico. Emblematico è il caso di Fernando Tambroni, presidente del Consiglio nel 1960, a capo di un governo monocolore DC, dimessosi in seguito alle vive proteste del popolo genovese (lavoratore e coerente con le proprie idee) che si vide formulata l'assurda richiesta di ospitare, in una città come quella, un congresso del Movimento Sociale Italiano.
L'unico buon esponente della DC è Alcide De Gasperi, uomo veramente con le contropalle, che guida il governo del 1945 al 1953 quando, ricevendo una mancanza di rispetto inaudita, viene sfiduciato e mandato a casa. Morirà l'anno dopo, abbandonato dai suoi "amici" e malvisto dalla Chiesa stessa (in precedenza il Papa Pio XII gli aveva rifiutato un'udienza privata in occasione del suo anniversario di matrimonio e per la pronuncia dei voti monastici perpetui di una sua figlia), che gliel'aveva giurata per essersi rifiutato di sostenere, nel 1952, una strana alleanza DC-MSI per conquistare il Comune di Roma, sede vescovile del Papa.
Dopo De Gasperi, la bufera... Affaristi, uomini di bassa lega, cattofascisti e cattocomunisti guidano la DC che, sempre col forte sostegno della Chiesa (leggi intervista di Iva Zanicchi, che da bambina su incarico del parroco di Ligonchio andava a dire alle vecchiette: vota DC sennò vai all'inferno!), reggono le sorti dell'Italia. Nel 1963 s'avvia l'esperienza del centro-sinistra in Italia: vanno a nozze DC e PSI, sotto l'egida Moro-Nenni. Il primo, targato DC, ottimo professore ed eccellente persona, presiede i governi ma è troppo malleabile nelle mani della Chiesa, il secondo è oramai anziano. Il presidente della Repubblica Antonio Segni, aristocratico sardo, vede con disgusto questa formula del centro-sinistra, e nel 1964 ordisce un colpo di Stato col gen. De Lorenzo che, per evitare implicazioni, si fa eleggere deputato con il MSI nel 1968. Il centro-sinistra fallisce per la scarsa volontà della DC di avviare qualcosa di concreto, di effettuare una rimonta come fece De Gasperi, ma comunque il PSI porta qualche innovazione a favore dell'Italia, anche grazie alle pressioni di Giacomo Mancini sr. (l'attuale jr. deputato è un imbecille), deputato calabrese del PSI (segretario nazionale, 1970-1973), ministro dei Lavori Pubblici, che avvia l'autostrada SA-RC la quale, però, non verrà mai completata da nessun governo (solo dal 2000 il ministro Nesi, comunista, inizia ad avviare il processo di completamento allargando le corsie già pericolose, ma l'anno dopo cede il passo al destroso Lunardi, che afferma: "con la mafia bisogna saperci convivere"!). L'ultimo governo di centrosinistra è quello del lucano Emilio Colombo (ora senatore-sniffatore) che termina nel 1972: dopo una breve parentesi Rumor (oscuro personaggio della DC), la presidenza del Consiglio passa ad Andreotti, ben noto per i suoi bacetti con i mafiosi. Nel 1978 si legge sui muri: Kossiga. Kossiga è in realtà Cossiga, professore sardo (era prof. associato ma visto che non riusciva mai a diventare ordinario di Diritto Costituzionale e considerato anche il fatto che all'Università non andava mai, il Consiglio di facoltà era sul punto di revocargli il mandato, ma i suoi amici gli fecero conservare la cattedra inventandosi il Diritto Costituzionale Regionale, così mantenne la docenza associata!), un po' mieloso, un po' viscido, sicuramente pazzo e forse ancora in cura con il litio. Dal 1971 al 1978 il DC Giovanni Leone è presidente della Repubblica: la moglie se la spassa allegramente (allegramente!) al Quirinale, i figli diventano vicepresidenti e spadroneggiano in cattedra, a Roma e dappertutto, e lui canta "o sole mio". Nel 1978, a seguito del suo coinvolgimento in uno scandalo, rassegna le dimissioni con 6 mesi d'anticipo. Dal 1980 la DC s'inventa il pentapartito con PSI, PLI, PSDI e PRI. Con Spadolini (primo presidente del Consiglio non DC! Vivadio!) tutto va bene, ma dal 1983 il di fatto DC Craxi (anche se formalmente era socialista) rovina l'Italia e fa aumentare spaventosamente il debito pubblico, sostenuto sempre dalla DC: gli effetti si riversano poi dal 1992 in poi. Dopo Goria, De Mita e di nuovo Andreotti, il socialista Amato mette a posto le cose (1992-1993) e Ciampi (1993-1994) avvia la 2° Repubblica. La DC, sfiancata, si scioglie nel 1994.
La DC candidò Genco Russo, mafioso siciliano, alla Camera negli anni 60, molti suoi esponenti erano sostenuti dalla mafia, e la stessa DC fu una vera e propria mafia per l'Italia.


CORSI DELL'UNIVERSITÀ IMPERIALE


menù


NEWS