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POESIE DI LUCA AQUILA

SENTIMENTO!!!
A te,
che nella vita più non corri,
che bevi tra i ricordi,
a cui un fiore
è amore,
a cui il cielo è casa,
casa che hai lasciato,
casa che che non ti ha più veduto,
sogni che hai venduto,
e stasera che rinnovi in me il ricordo...
...e stasera che la luna è di cera...
...e il tuo volto è sera...
TU SI'
Io nun saccio cosa sì tu pè mè,
se pensarti a nott sia buon o mal,
sò sul ca sì l’ultima ond r’ò mar
e u prim fiocc ì nev che car su Saliern,
chella vot all’ann.
Io nun saccio cosa sì tu per me,
ben o mal,
sò sul ca sì quaccos e grand,
tutt o nient!
LE NOTTI
Le notti son più fredde,
senza tutto,senza te…

Aura che tieni la sera e che nascondi di giorno,
o forse che fai scomparire,morire,patire…

Urla di tragedia ma speranza,
o forse semplici bombe di vita.

Rime che non son più tue,
una volta eran mie,ora son pietre nel mare.

Aria che passa nel letto,
senza vie di uscita,e che arriva qui…nel petto...
e non la fa finita!
IO TE VOLE OBLIAR
Io te vole oblidar, jectarte como un petra in un fluvio de recordos,
e non trovarte in le memoria.
Io te vole oblidar, oblidar le tue visage le tue labios
e non poterte admirar.
Io vole oblidar le loco ubi te incontrava, le mar ubi te bainava,
sic non recordarte omne vici que io appare al finestre,
omne vici que vide le mar,
omne vici que io tocca un particula de sablo.
Io vole non vider le lumine perque usque nunc le mie lumine esseva le tue pensamento,
e omne lumine es tu que ritorna.
Io vole, io volerea, cancellarte da pensamientos, sed io non pote,
perque tu non es imprimite in un pensamento,emotion,
le mie es dolo, dolo ver, serque tu Laura non es
in un passion, in un recordo o in le rancor,
sed in le corde.
Mi sfugge il motivo
per cui ogni sigaretta che si spegne mi ricorda te,
ed io in quel momento vorrei continuarla a fumare
come se quelle capriole di fumo siano un eterno “amare”
che si ripete nelle venature del legno,
entrano nel petto e son piacevoli anche se fan male.
Ma oramai da fumare non c’è
e rimango solo con tutto ma senza te.
Ormai chiamo i giorni con i colori
e vivo di strane emozioni riflesse

sento un vuoto dentro
che secca la gola
e forse mi dicono i parenti
mi manca una figura
ma continuo a mordere la vita
a mordere la vita con i denti

queste son parole in libertà
libertà prigione del cuore
e non esiste ricordo che non sia impregnato di rancore

e passano e passano queste ore acide
ma pure fredde ma che entrandoti nel naso nei capelli
e rendendo quegli occhi lacrimosi
ti fanno sentire il profumo dei celi odorosi.
Un petroso fiume
ci divide
e sperde
col suo violento flusso
i ricordi
e annebbia
il futuro
con le sue acqua vitree
DOMANI
Domani smembrerò
il giorno e lo ricostruirò
dedicandolo a te.

E le strade saranno un flutto di pensieri
se le mie pupille
non ti vedranno ancora volteggiare.

Perché bambina
non esiste ancora arte più sincera di quando
compari dietro il vetro
con un sorriso velato
come un lago
d’inverno ghiacciato.
Mi sento un soffio passato,
un brivido appartenente a ieri,
mi sento un sasso levigato
passato in un fiume in cui tu non c’eri
e mi rammarico se non mi troverò più nel tuo domani ,
e non potrò sfiorarti i capelli
e stringerti le mani.
LETTERA A C.
Cara C,
mi vien di scrivere
più che di parlare
perché ogni mia parola
e bloccata dal mio amare
e sento qualcosa che mi attanaglia i pensieri
è la tua figura
che non ho ancora dimenticato nei miei ieri.
Non pensare che questo sia un addio
forse neanche un saluto è
ma quando sento quel che sto sentendo adesso
la mano scrive per se.
Questa sera mi smembra la felicità
e perdo un poco quello che è il mio vivere
se devo passare ore a scrivere.
Questa penna nella mia mano
non è calda come la tua,
di mano,
ma ad aguzzare il tatto sento sempre quel senso
lontano.
Su questa lettera per te ogni macchia d’inchiostro
è un sole nel mio celo rosso
e per me non esistono le distanze
così come nel nostro paradiso non esistono le stanze.
E vorrei essere unito a te come queste parole lo sono tra di loro
ma se ti sto scrivendo è perché son solo.
Ma ora devo andare
anche se la sera non è finita,
perché per scordare te ho bisogno di una vita.
(Alla piccola C., 7 Aprile 2006)

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