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MICRONAZIONI

Una MICRONAZIONE è un'entità formata generalmente da un piccolo gruppo di persone con una propria cultura ed una propria identità o interessi comuni, che ambisce al riconoscimento della propria sovranità.
Una MICRONAZIONE TERRITORIALE è una nazione che possiede un territorio di dimensioni ridottissime.
Una MICRONAZIONE VIRTUALE è una nazione che non possiede alcun territorio e generalmente può essere uno "stato di carta" oppure confinato in internet.
L'obbiettivo di ogni micronazione di qualsiasi genere è ottenere il riconoscimento ufficiale.
Le micronazioni generalmente ambiscono all'ottenimento di una propria sovranità: territoriale o virtuale. La prima è chiaramente la sovranità su un territorio fisico, la seconda su uno spazio virtuale. Il termine "virtuale" indica quindi l'aterritorialità, non l'irrealtà. Vi è inoltre anche una sovranità decisionale, di entità prive di territorio ma che hanno uno status ufficiale e piena indipendenza.

STORIA DELLE MICRONAZIONI

Sebbene siano presenti nella storia diversi casi di micronazioni, alcuni fanno risalire l'origine del micronazionalismo moderno al XIX secolo. Fu proprio durante quel periodo che, soprattutto ad opera di avventurieri, videro la luce diverse micronazioni: alcune ebbero successo, come le Isole Cocos o Keeling, altre invece ebbero meno fortuna. Tra queste ultime si possono citare il Regno di Aracaunia e Patagonia, situato nel sud di Cile e Argentina ed esistito dal 1860 al 1862, ed il Regno di Sedang, nato nell'Indocina Francese e sopravvissuto anch'esso per due anni, dal 1888 al 1890.
Nella prima metà del XX secolo il micronazionalismo sembrò essere in crisi.
Ma dalla seconda metà del '900 si ebbe quella che può essere definita una rinascita.
Come detto le Micronazioni in realtà sono sempre esistite, ma l'esempio più famoso tra quelli recenti è quello del Principato di Sealand. Il Principato di Sealand nacque il 2 settembre del 1967, un anno dopo che Roy Bates e la famiglia avevano occupato una piattaforma artificiale situata non lontano da Londra, utilizzata dal Regno Unito durante la Seconda Guerra Mondiale ed in seguito abbandonata. Quando gli inglesi tentarono di riprendersi la piattaforma, furono respinti a cannonate. In Seguito un tribunale inglese stabilì che Sealand trovandosi in acque internazionali era fuori dalla giurisdizione inglese. Sua Maestà Roy Bates riuscì anche a riconquistare la piattaforma dopo un tentativo di golpe. Alcune aziende hanno individuato nel principato un paradiso fiscale e legale per società che operano in internet. Ancora oggi il Principato di Sealand mantiene la sua indipendenza e ricerca il riconoscimento internazionale.

Esempio meno famoso e fortunato è rappresentato dalla Repubblica dell'Isola delle Rose.
Nel 1964 l'ingegnere Giorgio Rosa progettò e costruì, per la SPIC (una società industriale specializzata in iniezioni di cemento) una piattaforma artificiale di 400 metri quadrati situata in acque internazionali nel Mar Adriatico al largo della città italiana di Rimini allo scopo di sperimentare un nuovo materiale per palafitte marine. Successivamente vi costruì un ristorante, un negozio, un ufficio postale e un night club. Il 24 giugno 1968 basandosi sul diritto internazionale Giorgio Rosa proclamò sulla piattaforma uno stato indipendente e sovrano: Respubliko de la Insulo de la Rozoj (Repubblica dell'Isola delle Rose). Questa micronazione dichiarò l'esperanto come lingua ufficiale, emise francobolli e concepì come moneta il Mill. Si racconta di un grande afflusso verso l'Isola delle Rose da parte di visitatori e turisti italiani, attirati dalla libertà presente nella micronazione. Nel corso dello stesso anno però carabinieri e guardia di finanza italiani approdarono sull'isola e ne presero il controllo per impedire che fosse vista come un luogo libero. Il Governo dell'Isola delle Rose il Esilio inviò un telegramma alla Repubblica Italiana denunciando la violazione della relativa sovranità e i danni causati al turismo locale da questa occupazione militare. Il 17 luglio 1969 il Consiglio di Stato italiano decise di distruggere la piattaforma. Il 23 luglio 1969, con un'azione illecita e una violazione del diritto internazionale i sommozzatori italiani distrussero, con gli esplisivi, l'Isola delle Rose. Giorgio Rosa si appellò inizialmente a un tribunale internazionale ma poi si arrese di fronte all'indifferenza dell'Onu.


Sempre dello stesso genere fu l'esperienza della Repubblica di Minerva. Al contrario delle altre questa nazione nacque come vero e proprio progetto di un nuovo paese libertario. Il suo ideatore, l'americano Michael Oliver, riuscì a costruire nel 1972 un'isola artificiale, dopo aver condotto operazioni di dragaggio sugli scogli di Minerva un fondale marino collocato nell'Oceano Pacifico a sud delle Isole Fiji. La Repubblica di Minerva tentò quindi di ottenere il riconoscimento internazionale, ma fu invece occupata militarmente ed annessa dalla vicina Tonga. Ancora oggi Minerva, divenuta principato, è rappresentata da un governo in esilio che chiede da tempo l'adesione all'Unpo.


L'area più florida per le micronazioni territoriali è stata sicuramente l'Oceania continentale ed il Principato di Hutt River Province è l'apice di questa esperienza. Questa micronazione ha origine nel 1970 quando Leonard George Casley, ovvero Principe Leonard, a seguito di una disputa per le aliquote sul frumento dichiarò l'indipendenza della sua proprietà agricola.
Una decina d'anno dopo nacque l'Impero di Atlantium, fondato da un gruppo di ragazzi di Sydney a seguito di una protesta politica e con ragioni simili, diversi anni dopo, agli inizi del XXI secolo sorse il Gay & Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands. Quest'ultimo venne fondato da un gruppo di omosessuali (capeggiato da Dale Parker Anderson, discendente della nobiltà inglese) che occuparono alcune isole al largo dell'Australia, dopo che quest'ultima aveva vietato il matrimonio tra omosessuali, con lo scopo di far crescere una nazione dove non vi fossero discriminazioni nei confronti di gay e lesbiche.

Altre micronazioni ricercano l'indipendenza attraverso anomalie storiche. Ne è un esempio il Principato di Seborga (mai annesso al Regno d'Italia né alla Repubblica Italiana e la cui indipendenza fu riconosciuta da Benito Mussolini) situato nella penisola italiana. Gli abitanti di Seborga hanno eletto nel 1963 Giorgio I principe a vita e approvato nel 1994 la costituzione del Principato di Seborga ed anche se non sono ufficialmente riconosciute, le autorità comunali italiane mantengono grande rispetto per il potere spirituale e tradizionale che viene riconosciuto in Sua Altezza e nelle istituzioni seborghine. Questo rispetto è venuto a mancare recentemente e a portato alle dimissioni del Principe Giorgio I, poi ritirate.

Ancora oggi, capita che gruppi di persone occupino piccoli territori o progettino la creazione di piattaforme artificiali, dichiarandovi uno stato indipendente e sovrano.
La storia delle micronazioni virtuali, invece, ha le sue origini, inconsapevolmente, il 26 dicembre del 1979.
Quel giorno a Milwaukee un ragazzino di 13 anni, Robert Madison, ribellandosi ai suoi genitori, dichiara la sua stanza territorio indipendente e sovrano nominandosi re Robert I: nasce così il Regno di Talossa.
Nei due anni successivi diverse persone ottengono la cittadinanza di Talossa, mentre altre micronazioni prendono vita dando il via all'espansione di questo fenomeno. In quegli anni la maggior parte di quelle micronazioni non ha un territorio fisico di riferimento, ma esiste in forma ideale e si sviluppa per esempio attraverso la corrispondenza postale.
Il 26 novembre 1980 viene fondata la Lega Degli Stati Secessionisti (League Of Secessionist States - LOSS) un'organizzazione che raccoglie le micronazioni nate fino ad allora.
Ma la svolta avviene nel 1996, quando viene aperto il sito web del Regno di Talossa, da allora si verifica la diffusione del fenomeno ed iniziano a nascere una miriade di micronazioni virtuali.

In seguito nasce anche il LOM (League Of Micronations), la Lega Delle Micronazioni, organismo analogo al LOSS.
Come in precedenza queste micronazioni non sono dotate di un territorio fisico, ma ora posseggono dei confini virtuali, delimitati dal proprio sito internet, un punto di riferimento dove i loro appartenenti possono interagire più facilmente tra loro. L'esplosione di questo fenomeno dà luogo alla nascita di diverse categorie di micronazioni.
C'è chi ne fonda una sua inizialmente per gioco, chi per iniziare a sognare, chi per chissà quali ambizioni, chi per rivendicazione di titoli ottenuti dai suoi avi, chi approfitta di situazioni poco chiare in alcuni trattati per dichiarare la teorica indipendenza del suo regno, chi si impadronisce di una zona e si dichiara stato indipendente.
Ma tutte hanno in comune la rivendicazione della propria identità, della propria indipendenza e della propria sovranità, elemento senza il quale un entità non può essere considerata una micronazione.
Alcune riescono ad ottenere status particolari, a stampare passaporti o francobolli validi, a raggiungere riconoscimenti parziali.
Negli ultimi anni inoltre, è nata una nuova teoria: la teoria del quinto mondo. Secondo questa teoria, sostenuta sia dal sovrano di TTF-Bucrafan, Cesidio Tallini, sia dalla Conch Repubblic, il mondo è da suddividere in sei tipi di nazioni. Le nazioni del primo, secondo e terzo mondo sono gli stati riconosciuti, divisi in base alle loro condizioni economiche. Le nazioni del quarto mondo sono invece rappresentate da quelle nazioni che aspirano all'indipendenza o che vogliono recuperare l'indipendenza perduta. Il sesto mondo sono invece le micronazioni virtuali. Il divario tra il sesto e il quarto mondo è riempito dal quinto mondo, costituito da quelle micronazioni virtuali che hanno sviluppato una cultura propria e caratteristiche proprie.

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