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IL NUOVO CAPITALE
di
Federico Konstitution

Il Nuovo Sistema

Come si è evoluto il sistema economico e sociale mondiale dopo il periodo post-industriale; esempi di multinazionali imperialiste e di lotta ad esse.

Il mondo è diventato un gigantesco mercato, dove tutto, io e chi legge compresi, è in vendita. Il mercato globale ha infranto le ultime barriere (sociali ed effettive) che lo ostacolavano nella conquista di un posto in prima fila nello sciacallaggio economico mondiale. Il discorso fabbrichista non è pù attuabile perchè non esiste più un variegato mondo di fabbrica: tutto il mondo si è trasformato in una gigantesca fabbrica di massa, e tutti sono operai al servizio di multinazionali imperialiste. Con il termine “multinazionali imperialiste” si intende l'insieme del cartello mutlinazionalistico aziendale che comanda mercati ed economia e che spesso è in mano ai governi del cosiddetto “primo mondo”, in particolare gli stati del G8, Stati Uniti in primis. Questo cartello, livellando i prezzi, uccide la compettività commerciale su scala mondiale, quindi la concorrenza, e di fatto contribuisce a far lievitare i prezzi anche delle produzioni di prima necessità, quali beni alimentari, medicinali ecc. Si capisce bene che quindi gli strati sociali più colpiti da questo progetto di commercializzazione mondiale sono quelli più bassi e disagiati. Ecco che il capitalismo moderno, quello strettamente legato ed influente a politica (in modo da intervenire sulla legalità attraverso modifiche della legislazione) e mafia nazionale e locale, (in modo da assicurarsi l'appoggio del mondo criminale) diventa lo scatenante di un processo di impoverimento delle masse in favore di un ristretto mondo di investitori ed azionisti. IL risultato è la continua e proverbiale pioggia sul bagnato: i ricchi e la classe dirigente diventano sempre più ricchi, il famoso operaio massa delle lotte degli anni 60-70, termine che oggi comprende anche la media borghesia e buona parte della piccola industrialità mondiale, si impoverisce sempre di più.
Questo nuovo scenario che segue il periodo storico della post-industrializzazione, può esse chiamato di “Nuovo Capitale” o di “Multinalizzazione Globale”. Questo fenomeno assume aspetti ancora più allarmanti se letto in chiave strettamente politica.
L'allungarsi del tentacolo multinazionalistico è infatti incoraggiato dai governi e dalle forze politiche in gioco, senza distinzioni di colore. Questo si spiega solo se si conoscono alcune tendenze generali, soprattutto americane, ma non per questo meno diffuse negli altri paesi. Come molti altri autori hanno già fatto notare (tra gli illustri ricordiamo Michel Moore), è infatti vero che, per esempio, Paul O'Neal, attuale Ministro del Tesoro americano, è stato anche presidente e amministratore delegato della Alcoa, la più grande produttrice mondiale di alluminio, che guarda caso ha ricevuto enormi sgravi fiscali dal Ministero stesso e contemporaneamente ha contribuito sia a far si che O'Neal fosse eletto, sia ad allargare il buco nell'ozono, essendo una delle industrie più inquinanti del pianeta. O, per fare un'altro esempio, è anche vero che Don Rumsfeld, ex ministro della difesa USA nell'aministrazione di George W. Bush è stato anche amministratore delegato della G.D Searle (maggiore produttrice farmaceutica del blocco americano, ora posseduta da Pharmacia) e della General Instruments (componentistica elettronica, ora di Motorola). E così via di questo passo; di questi esempi se ne possono fare a centinaia, in ogni parte del mondo: più un paese è ricco e industrializzato, più ci sono conflitti di interesse di questo tipo. Per attualizzare e contestualizzare al nostro paese il discorso, faccio l'esempio più eclatante di tutti: Silvio Berlusconi, il nostro caro Premier, ha a lungo sostenuto la legge Gasparri sullo sviluppo della tecnologia di trasmissione televisiva digitale, a scapito della analogica (quella che oggi trasmette ai nostri televisori). In questo modo, entro l'anno prossimo, tutti i televisori, per ricevere, dovranno essere dotati di un decoder, che guarda caso viene prodotto dalla Microsystem, di proprietà di Fininvest, che per uno scherzo del destino è dello stesso Silvio Berlusconi. Questo decoder costa intorno ai 30 euro, che vanno a finire nelle tasche di colui che ha reso obbligatorio averlo. Poi si potrebbe disquisire sull'insinuazione articolare di Berlusconi e dei suoi "affiliati" in ogni aspetto economico e sociale del paese, ma non è questo il luogo ne l'intenzione di questo documento. Questi esempi vengono portati solo a favore del discorso iniziale, cioè di una espansione tentacolare delle multinazionali all'interno del potere e di una forte dose di spinta perchè questo accada.
Come è logico, se diventa Ministro della Difesa uno dei principali azionisti di una delle maggiori ditte di produzione di armi di difesa territoriale, quella stessa ditta sarà la beneficiaria dell'appalto che il Ministro emetterà per gli anni in cui starà in carica. Questo processo quindi intacca fortemente la competitività commerciale e produttiva delle aziende concorrenti a quelle favorite dal potere (legale ed illegale). I movimenti operaisti affermavano che l'operaio, in quanto pilastro sul quale si forma tutta la società industriale, doveva pretendere condizioni di lavoro eccellenti, salari egalitari e standardizzati, senza differenza di specializzazione; se queste richieste non venivano soddisfatte, in modo autonomo ma grazie anche a spinte esterne le fabbriche, si sarebbero sviluppati scioperi spontanei, il cosiddetto "rifiuto del lavoro"1. Oggi questo discorso, per riallacciarsi anche a quanto detto inizialmente, non è possibile. Infatti il mondo, nella concezione operaista, dopo la seconda rivoluzione industriale diventava progressivamente tutto fabbrica. Ora che questa grande fabbrica si è costituita, il processo che si va consolidando è quello del Nuovo Capitale. In questa nuova concezione dei rapporti sociali, economici e lavorativi, non è più l'operaio che può intervenire sulla realtà per modificarla e migliorare la sua condizione. Oggi è la "merce", cioè tutti coloro i quali non fanno parte della stretta cerchia capital-multinazionalistica, che deve ribellarsi e conquistarsi condizioni di "vendita" migliori. Oggi non è più il lavoro che cerca la persona, ma è la persona che deve cercare di vendersi al lavoro. Per questo deve essere in grado di determinare i prezzi di vendita di se stessa, in modo da strappare al datore di lavoro condizione favorevoli. E questo si effettua con la creazione di una nuova coscienza di "classe unitaria": cioè col pensiero che siamo tutti livellati dalla qualifica di merce. Però l'obiettivo che deve avere la persona è anche quello di abbattere il sistema commerciale ed economico odierno, cioè quello che favorisce le multinazionali e il conflitto di interessi più sfrontato. Questo obiettivo si raggiunge tramite la lotta pacifica e la ribellione alle regole (interne e non scritte) di questo sistema. Cercando, per esempio, di boicottare i prodotti o le azioni delle mutlinazionali imperialiste, ma anche attarverso la controinfromazione, cioè quel sistema informativo sotterraneo e clandestino che però non racconta menzogne, ma mostra al suo fruitore la realtà vera. La massa oggi deve sapersi rivoltare al sistema in cui viene cresciuta e tenuta ignorante e soggiogata. Deve scrollarsi di dosso le imposizioni e le restrizioni, e riconquistare un modo di vivere non assuefatto alle logiche economiche dello sfruttamento intensivo di lei stessa.


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