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FILOSOFIA DEL DIRITTO
di
Gianluca Blau

Lezione 1: La nozione di "sistema" - Diversi significati per questa parola

La nozione di “sistema” appare per la prima volta nel 1993, quando era ancora attaccata ad una prospettiva naturalistica. Il modo in cui noi ci rapporteremo a questo termine sarà invece sia giuridico che strumentale, per cui cominceremo col fare una panoramica dei problemi più gravi che il termine “sistema” comporta.
Il significato più generico è quello di aggregazione, unione, l’altro meno generico è quello di opposizione al caos. In realtà, la nozione di sistema nasce con la visione aristotelica, che vuole una visione schematica di tutte le scienze, e con gli stoici, grazie ai quali la parola entra nello scibile. In ogni caso, la nozione di “sistema” accompagna sempre il concetto di ordine, per cui “sistematicità” = “ordine”.

Le parole “ordine” e “sistema” non trovano una collocazione nei giorni nostri, a causa della predominanza del disordine sull’ordine dovuta al notevole cambiamento tra l’età antica e quella moderna (questo accade con tutte le parole che hanno un’etimologia greca o latina), per cui eccone varie definizioni, vari tentativi, per analizzare il termine.

Differenziazione molto importante è quella da parte di Norberto Bobbio, che riconosce tre significati:
- ordinamento giuridico: le norme che lo compongono sono deducibili da principi generali;
- criterio ordinatorio: si parte dalle singole norme per dedurne di generali;
- compatibilità assoluta: all’interno di un sistema non possono coesistere norme tra esse incompatibili.
Secondo Luhmann, invece, il sistema giuridico è un sottoinsieme della società.

Con l’avvento del giusnaturalismo (vedremo qualche lezione dopo cosa significa questo parolone) laico e razionalista vi è l’abbandono delle visioni dogmatiche della realtà, per trasferirsi sul piano della ragione, la quale, grazie alla geometria euclidea, è capace di svelare le basi del diritto.
Kant “usa” l’etica formale per appoggiare il diritto all’ottica giuspositivista (anche questa è una parola che vedremo successivamente, ma per ora basta capire che vi è una progressione alla quale consegue un cambiamento della nozione di “sistema”).

Per identificare “ordinamento” e “sistema“ facciamo riferimento a Kelsen, il quale fa appello alla validità delle norme. Grazie a Bobbio e alla sua definizione secondo la quale il diritto è un insieme di esperienze normative, arriviamo a spiegare la teoria kelseniana. Bobbio sostiene che ognuno di noi è immerso in un mondo di norme (in senso lato potremmo dire che ognuno di noi è una norma) e che non tutto ciò che è normativo è anche giuridico: le norme – cioè le regole, che si seguono spontaneamente o meno - sono anche etiche, morali, religiose, ecc.
Kelsen, tramite la validità, arriva a sostenere che “ogni ordinamento giuridico presuppone non sono una esistenza fattuale – cioè non chiusa in sé stessa – ma deve relazionarsi a qualcosa di esterno”.

L’idea di sistema data finora stride notevolmente con l’assetto attuale della società. Siamo ormai, come varie volte è stato (vanamente?) ripetuto, di fronte alla crisi dello Stato e della concezione di sovranità. Diceva il Mengoni: “Il metodo del pensare per problemi non può separarsi dallo strumento del pensiero sistematico, se vuole non solo percepire i problemi, ma conoscerli nei loro nessi universali, possederne una visione complessiva; se vuole, cioè, saperli impostare”.


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